Mi ero perso il manifesto dell’amena iniziativa. Non ho fatto i calcoli, ma ho come il sospetto che se prendessimo una qualche misura di puritanesimo (storico o attuale) e una qualche misura di liberalismo politico e/o di democrazia tra le due troveremmo una correlazione positiva pressocchè perfetta.
Il tentativo di accreditare i prudes come nemici storici della libertà e il cattolicesimo romano come radice etica della libertà e della democrazia, questa volta a opera dello straussiano Ferrara, è l’ennesima tappa nel tentare di accreditare il comunitarismo clericale come regno della libertà, ricacciando il liberalismo classico nell’ennesimo sillabo delle bestialità storiche.
Quello che stomaca è come si possano propinare tali ribaltamenti retorici senza che nessuno degli autoproclamatisi “liberali” de noantri alzino un sopracciglio (Pietro Ostellino, per inciso, stava seduto due poltrone a destra di Ferrara – quest’ultimo impegnato con qualche capriola a cercare di accreditare Kant come difensore della morale cattolica romana).
Update 15/02/2011: segnalo questa replica via YouTube del pastore Peter Ciaccio che mi sembra perfettamente in linea col discorso.
Oltre a, ovviamente, l’intervista originale a Giuliano Ferrara, piccolo capolavoro di revisionismo storico-filosofico ad personam.