Meccanismi sociali

“In God we trust; all others must bring data.” -W. Edwards Deming

Monthly Archives: April 2012

Weber oltremanica

But if once we begin to say how the production and distribution of wealth ought to be carried on we can no longer confine our attention to facts about wealth. We have to decide how far wealth is desirable, we have to compare wealth with other desirable objects. We cannot say that laisser faire should be our rule until we are agreed upon subjects which are quite alien to the science of wealth. Our economists should make their choice, either they must give up talking about what ought to be, or they must take into consideration ethical and political doctrines on which the methods of the science of wealth throw no light. Of all our writers on political economy the most successful have been those who have most constantly kept in view the fact that when the economist begins to justify and condemn, he has passed the bounds of his own special science, he has become a moralist, and must behave as such.

Friederic William Maitland, A historical sketch of Liberty and Equality, p. 129

QUARS, PIL pro-capite e correlazioni probabili

La campagna Sbilanciamoci! ha prodotto l’ennesimo indicatore alternativo al PIL per misurare il benessere effettivo delle persone che, parrebbe, sarebbe difficilmente catturato dai freddi numeri della produzione complessiva annua. Con immancabile citazione di Bob Kennedy veniamo informati, in occasione dell’edizione 2011, come «che il PIL sia uno strumento inservibile per misurare il benessere e la qualità della vita, è un fatto acclarato. Lo si sapeva bene, in realtà, già alla fine degli anni ’60, quando Bob Kennedy dichiarava agli studenti dell’Università del Kansas che il PIL “misura tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta”». Dal 2004, quindi, abbiamo un nuovo indicatore per il benessere, il QUARS (Indice di qualità dello sviluppo regionale), basato su 41 indicatori alternativi al PIL, che puntano a sette dimensioni diverse: Ambiente; Economia e lavoro; Diritti e cittadinanza; Salute; Istruzione e cultura; Pari opportunità; Partecipazione. Tutto bene, è sempre utile avere un indicatore indipendente che misuri la qualità della vita indipendentemente dal PIL. Anche il QUARS però, come tanti fratelli indici “alternativi”, risulta incredibilmente correlato col valore del PIL pro capite per regione. Siccome, viene sostenuto, «alla base degli studi del Quars vi è la convinzione che la correlazione tra ricchezza economica, da un lato, e benessere sociale e sostenibilità ambientale, dall’altro, non sia affatto scontata e che sia invece urgente e necessario un approccio scientifico e culturale diverso per misurare la qualità  dello sviluppo nelle nostre regioni»,  in figura 1 è riportato lo scatter plot delle 20 regioni italiane: sulle ordinate il PIL pro-capite regionale (Contabilità nazionale, tramite I.Stat), mentre sulle ascisse il valore regionale del QUARS, entrambi i valori per il 2009. L’indice di correlazione lineare si attesta a un bel +0.903, ancora più elevato di quanto avevo trovato in un esercizio cross-country tra PIL pro-capite e Human Development Index. Quand’è che questi indicatori alternativi smetteranno di essere così ostinatamente correlati al PIL, quell’indicatore «inservibile per misurare il benessere e la qualità della vita»?

Figura 1

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