Meccanismi sociali

“In God we trust; all others must bring data.” -W. Edwards Deming

Evitare l’ennesimo equilibrio a bassa qualità

Segnalo un paper di Diego Gambetta e Gloria Origgi (pubblicato tra i working papers della facoltà di sociologia di Oxford), intitolato “L-worlds: the curious preference for low quality and its norms“. In due parole, si tenta di esplorare in modo preliminare i motivi dell’esistenza del curioso equilibrio a bassa qualità spacciato a un alto valore di facciata tanto tipico del Belpaese. Curiosamente, negli scambia diadici (per esempio nel mondo accademico), sembra emergere una preferenza strettamente dominante nello scambiare prestazioni scadenti con prestazioni scadenti (anzichè, come parrebbe razionale, un preference ranking del tipo LH>HH>LL>LH, dove L=prestazione mediocre e H=prestazione di qualità, con la prima lettera coincidente con la prestazione fornita e la seconda con la prestazione ricevuta). Questo può emergere dal fatto che ricevere prestazioni di qualità contro prestazioni mediocri fa si che la prestazione di bassa qualità spacciata per una di alta venga “smascherata”, con eventuale sanzione sociale del cheater, provocando imbarazzo; e, altresì, dall’aspettativa diffusa che si riceverà una prestazione mediocre pur sotto l’assicurazione di una prestazione eccellente. Constatando come empiricamente l’eccellenza si trovi distribuita in quantità ridotta nella popolazione (il che impedirebbe, tra l’altro, di colmare facilmente il divario tra una prestazione mediocre spacciata per eccellente semplicemente elevando il valore intrinseco della prestazione), un equilibrio ad alta qualità teso a spiazzare l’emergenza di norme pro-mediocrità può risultare solo grazie a fattori istituzionali: la cara buona vecchia struttura degli incentivi che punisce la bassa qualità e ricompensa i risultati (e che, in aggiunta, sappia discriminare tra qualità di facciata e qualità effettiva). Dovendoci preparare per il lungo percorso dei decreti attuativi della Legge Gelmini di riforma dell’università, si tratta di un buon paper per (ri)cominciare a ragionare sul come evitare l’ennesimo equilibrio gattopardesco a bassa qualità spacciato per l’opposto.

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