Meccanismi sociali

“In God we trust; all others must bring data.” -W. Edwards Deming

Il liberalismo del Dr. Berlusconi Silvio

Mentre la magistratura puritana scoperchia qualche altra mattonella e rovista nel verminaio sottostante, e mentre il Governatore di Bankitalia prega ancora una volta per quelle riformucce per far ripartire il paese che vengono promesse a destra e a manca da circa un ventennio (alla chiosa di Draghi su come «per tornare allo sviluppo sarebbe necessario un assetto normativo ispirato pragmaticamente all’efficienza del sistema», Berlusconi risponde immediatamente prendendo il toro per le corna e assicurando che «finché governeremo noi, non ci saranno mai equiparazioni tra le coppie gay e la famiglia tradizionale, cosi come non saranno mai possibili le adozioni di bambini per le coppie omosessuali»), il Pres. del Cons. risfodera il suo vecchio cavallo di battaglia, con l’aggiunta di qualche particolare (naming and shaming più circostanziato) rispetto a quanto sentito dal ’94 a oggi:

«La storia del comunismo con oltre 100 milioni di morti alle nostre spalle non è ancora alle nostre spalle», ha spiegato il capo del governo. «Si sono trasformati in laburisti in Gran Bretagna, in socialdemocratici in Germania mentre quelli di casa nostra erano e sono tuttora comunisti. Ed è per questo che sono in campo».

Riporto un passagio del classico The road to serfdom di Friedrich Hayek che, pur scritto nel 1944 e rivolto a socialimi e nazismi assortiti, si mantiene di una certa attualità (mostrando come, tristemente, l’assorbimento dei valori liberali in Italia non è a uno stato più avanzato oggi rispetto a 66 anni fa):

It seems to be almost a law of nature that it is easier for people to agree on a negative programme, on the hatred of  an enemy, in the envy of those better off, than on any positive task. The contrast between the “we” and “they”, the common fight against those outside the group, seems to be an essential ingredient in any creed which will solidly knit together a group for common action. It is consequently always employed by those who seek, not merely support for a policy, but the unreserved allegiance of large masses. From their point of view it has the great advance of leaving them greater freedom of action than almost any positive programme. The enemy, whether he be internal like the “Jew” or the “Kulak, or external, seems to be an indispensable requisite in the armoury of a totalitarian leader

In parole spicce, e riattualizzato a oggi, la rinnovata comunistofobia del Dr. Berlusconi Silvio sta a indicare la totale assenza di un programma e/o la completa mancanza di volontà nell’attuarne uno qualsivoglia (il tutto, naturalmente, a causa dell'”agente ostruente esterno“) – accanto al tentativo di raggranellare il consenso di massa in prospettiva dell’ennesima picconata della Rule of law (o Stato di diritto, o eguaglianza di fronte alla legge – quel principio che ha fatto la comparsa nel mondo a conclusione di quell’elemento di guerra civile introdotto dal puritanesimo che tanto scandalizza Giuliano Ferrara). Attendiamo trepidanti la prossima puntata di revisione della storia delle idee – a quanto pare ora disponibile anche a spese del contribuente.

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