Meccanismi sociali

“In God we trust; all others must bring data.” -W. Edwards Deming

Camillo Langone, o della “nova scientia”

Pare che, tra un attacco alla modernità e l’altro, gli intellettuali del Foglio abbiano riscoperto l’auctoritas della scienza (sociale, in questo caso). Imperdibile la recente lezione di politica monetaria di Giuliano Ferrara, ma ancor più interessante l’incursione in ambito demografico del notista del Foglio Camillo Langone: “togliete i libri alle donne, torneranno a far figli”. Se si riesce a passare sopra all’aperto e disgustoso razzismo di cui sono impregnati i primi quattro quinti dell’articolo, Langone, proprio come l’elefantino in un paio di paragrafi risolve la crisi dell’eurozona, scarica l’asso di bastoni e risolve la crisi demografica: «Il vero fattore fertilizzante è, quindi, la bassa scolarizzazione e se vogliamo riaprire qualche reparto maternità bisognerà risolversi a chiudere qualche facoltà. Così dicono i numeri: non prendetevela con me». Glielo dicono i numeri, così come glielo diceva il cane del vicino a D.R. Berkovitz di massacrar cristiani, non prendetevela con lui. Peccato che i numeri sia necessario saperli leggere.

Chi li sa leggere sono Anna Cristina d’Addio e Marco Mira d’Ercole, in questo paper sui Trends and Determinants of fertility rates in OECD Countries. Memori di quanto affermava Orwell, e cioè che “la propaganda mente sempre, anche quando dice la verità”, la cosa interessante è che, mentre a livello micro l’affermazione fattuale di Langone è corretta (all’interno dei singoli paesi le donne più istruite hanno un minor numero di figli rispetto a quelle meno), in aggregato non tiene: sono proprio i paesi a più alta scolarizzazione femminile a essere quelli più fertili (si veda la figura 8, più sotto: da metà anni ’80 alti tassi di female tertiary enrollment e di fertilità sono fortemente correlati in senso positivo).

Questo è dovuto al fatto che in molti paesi il lavoro e/o lo studio femminile non sono necessariamente incompatibili con l’avere figli: ad esempio in Finlandia o Svezia la fertilità delle donne con un elevato titolo di studio è di pochissimo inferiore rispetto a quello delle donne meno istruite (mentre in Italia è di circa la metà: si veda sotto, Figura 9). Ma, soprattutto, non sarà contento Langone di avere un’ulteriore informazione: «A simple average across the countries shown in Figure 9 suggests that the decline in fertility rates, while common to all education categories, is stronger for less educated women than for other women» (pp. 29-30). Se il declino demografico generale è spiegabile con l’incremento della quota delle donne con un’istruzione superiore… come spieghiamo il declino nella fertilità tra le donne meno istruite (sì, già sappiamo: liberalismo, umanesimo laico e relativismo)? Insomma, anche a condividere la retrogada e misogina proposta del Langone e così nascondere i libri al gentil sesso in nome della nova scientia, il risultato finale potrebbe essere esattamente l’opposto di quello cercato.

Ovviamente non ancora pago del pascersi della sua nuova veste di Christianus Philosophus,  Langone ritrae l’asso di bastoni e tira fuori il sette bello: non più i numeri (o un cane), ora la conferma della spiegazione mono-causale di tutti i nostri demografici affanni arriva da Roberto Volpi (che ammetto non sapere chi sia). Facciam pure che il Volpi abbia le sue ragioni nel bocciare le politiche pro-nataliste nord-europee: come si spiega l’alta fecondità dei paesi nord-europei e quella bassissima italiana nonostante un female tertiary enrollment italiano più basso? Come si spiega altresì il tasso di fecondità sostanzialmente identico tra poco e molto scolarizzate nei paesi scandinavi? Nel caso la risposta faccia a cazzotti con la logica, provate a chiedere al cane del figlio di Sam.

 

2 responses to “Camillo Langone, o della “nova scientia”

  1. giovanni November 4, 2012 at 1:24 pm

    l’articolo di langone è disgustoso, e lo studio del presunto demografo su cui si appoggia è ridicolo; per fortuna lo avranno letto in 10, e due dei 10 sono l’autore del libro e dell’articolo. Non ti curar di lor

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: