Meccanismi sociali

“In God we trust; all others must bring data.” -W. Edwards Deming

QUARS, PIL pro-capite e correlazioni probabili

La campagna Sbilanciamoci! ha prodotto l’ennesimo indicatore alternativo al PIL per misurare il benessere effettivo delle persone che, parrebbe, sarebbe difficilmente catturato dai freddi numeri della produzione complessiva annua. Con immancabile citazione di Bob Kennedy veniamo informati, in occasione dell’edizione 2011, come «che il PIL sia uno strumento inservibile per misurare il benessere e la qualità della vita, è un fatto acclarato. Lo si sapeva bene, in realtà, già alla fine degli anni ’60, quando Bob Kennedy dichiarava agli studenti dell’Università del Kansas che il PIL “misura tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta”». Dal 2004, quindi, abbiamo un nuovo indicatore per il benessere, il QUARS (Indice di qualità dello sviluppo regionale), basato su 41 indicatori alternativi al PIL, che puntano a sette dimensioni diverse: Ambiente; Economia e lavoro; Diritti e cittadinanza; Salute; Istruzione e cultura; Pari opportunità; Partecipazione. Tutto bene, è sempre utile avere un indicatore indipendente che misuri la qualità della vita indipendentemente dal PIL. Anche il QUARS però, come tanti fratelli indici “alternativi”, risulta incredibilmente correlato col valore del PIL pro capite per regione. Siccome, viene sostenuto, «alla base degli studi del Quars vi è la convinzione che la correlazione tra ricchezza economica, da un lato, e benessere sociale e sostenibilità ambientale, dall’altro, non sia affatto scontata e che sia invece urgente e necessario un approccio scientifico e culturale diverso per misurare la qualità  dello sviluppo nelle nostre regioni»,  in figura 1 è riportato lo scatter plot delle 20 regioni italiane: sulle ordinate il PIL pro-capite regionale (Contabilità nazionale, tramite I.Stat), mentre sulle ascisse il valore regionale del QUARS, entrambi i valori per il 2009. L’indice di correlazione lineare si attesta a un bel +0.903, ancora più elevato di quanto avevo trovato in un esercizio cross-country tra PIL pro-capite e Human Development Index. Quand’è che questi indicatori alternativi smetteranno di essere così ostinatamente correlati al PIL, quell’indicatore «inservibile per misurare il benessere e la qualità della vita»?

Figura 1

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